
Il mio orientamento è di tipo cognitivo-costruttivista. Il mio modo di lavorare è costruito su quello che considero un pilastro fondamentale: la cooperazione tra clinico e paziente. Credo, infatti, che il percorso sia necessariamente un processo di scoperta a due. Mi piace pensare alla pratica clinica come ad una escursione tra una guida ed un camminatore alle prime armi: il primo apre la strada, fornisce istruzioni sul vestiario e sugli strumenti necessari, ma è il secondo ad imparare a scegliere quando e in che modo farne uso.
Entrambi procedono, insieme ed un passo alla volta, verso la meta prefissata.
La fiducia reciproca e il rispetto sono le nostre scarpe, il benessere finale la nostra bussola.
